
A cura di Luciano Caramel
Milano, Palazzo Reale 10 marzo – 24 giugno 2007
Catalogo Edizioni Gabriele Mazzotta
Proprio ieri, come avevo scritto precedentemente, ho visitato l'esposizione di kandinsky al Palazzo Reale. Quante cose ignoravo di questo artista!
Poche erano le mie reminiscenze del liceo e molti i pregiudizi sull'astrattismo legati all'ignoranza sull'argomento. Nella mia testa le opere di questo artista si mescolavano l'una con l'altra, diventando un' immensa ed unica composizione di macchie di colore senza connotati precisi e peculiari. Osservandole dal vero, con l'aiuto di una guida tanto preparata quanto attraente (Fausto), si capisce quanto ogni opera sia a se stante ed espressiva nella sua unicità: nulla è uguale a qualcos'altro e l'artista non è mai uguale a se stesso...sempre in continua evoluzione le sue ispirazioni sono determinate dai momenti culturali e privati che vive, per cui le proprie creazioni sono espressione di un'interiorità che varia al variare delle circostanze.
L'aspetto che ho trovato più interessante è la relazione artistica istaurata da k. con i suoi contemporanei, dagli esponenti del Bauhaus ai compositori di musica classica, e la capacità dell'artista di gestire fonti eterogenee tramutandole in opere d'arte dal grande valore espressivo.
Questo sostengo essere il merito di K.: essere espressione della propria epoca, con i mezzi e gli influssi culturali propri dell' epoca...lontano dagli accademismi e da cose già viste!
Qualcuno potrebbe volgermi la seguente critica un po' polemica, "grande merito o magra consolazione"? Io stessa mi sono interrogata in questi termini. Tutto quanto sembra poter essere considerato arte oggigiorno, quindi sembra banale attribuire il termine "bello" ad opere che effettivamente lo sono. Altre volte ci si trova in una situazione d'imbarazzo nel dover nominare qualcosa che è semplicemente bella come "opera d'arte".
Qual'è la soluzione dell'enigma? K. ha realizzato capolavori artistici o ha mischiato semplicemente dei colori, accostandoli in modo che stessero bene con le combinazioni della carta da parati e il sofà?
L'astrattismo può non piacere a tutti, come non piacque ai suoi contemporanei....
Credo che la riflessione si fermi al primo confronto con una tela scelta a caso tra quelle realizzate da un pittore contemporaneo che sta spopolando a Roma e si è meritato una parete nella hall dell'Hilton di Milano, il Sig. Butera.
Neofiti dell'arte, durante il mio percorso ho imparato una cosa che sento di dover condividere con Voi: Non sempre un'opera considerata artistica è bella esteticamente, ma è assolutamente Bella in se' e se riesce a trasmettervi queto messaggio, allora l'artista si è manifestato a Voi in una vera e propria epifania. E l'opera ha ragion d'essere chiamata "d'Arte".
Lascio aperto il discorso...
Concludo invitando tutti quelli che ancora non siano andati, a visitare tale esposizione...chiedendo naturalmente di Fausto per una visione guidata...